Giappone, primo approccio con l’Oriente: Capitolo 2

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Giappone, primo approccio con l’Oriente

Kyoto e la regione alpina di Nagano

 

Kyoto, capitale imperiale del Giappone.

Scegliendo da dove iniziare una visita di Kyoto abbiamo l’imbarazzo della scelta. Centinaia tra templi, giardini, dimore storiche e quartieri tipici fanno di questa città la capitale culturale del Giappone.

Scegliamo di iniziare dal Kyomizu-Dera, una delle mete di pellegrinaggio più visitate del Giappone. Il maestoso tempio in legno è adagiato sul pendio della collina e spicca per la sua amplia terrazza panoramica. Il complesso è costantemente affollato di turisti, fedeli e coppie di sposi, ognuno intento in un rito spirituale. Con Marzia proviamo un paio di riti che, a detta dei locali, ci avrebbero portato fortuna e amore. L’impressione è che abbiano funzionato.

Proseguiamo la visita verso nord, lungo il versante orientale della città, affollato da decine di templi uno più bello dell’altro, e ognuno con la sua particolarità.

Dopo aver raggiunto la parte nord della città non ci lasciamo sfuggire il celebre Kinkaku-Ji, o “Padiglione d’Oro”. Immerso nel verde, sulle sponde di un piccolo lago, questo tempio amalgama elementi naturali e spirituali. Tutti gli elementi del paesaggio sono disposti a comporre una cornice che ha al suo fulcro il piccolo edificio in legno. Il santuario è disposto su tre livelli e rivestito completamente in oro, caratteristica che ne determina il nome.

Dopo la faticosa giornata, ceniamo in un ristorante lungo Pontocho, uno stretto vicolo ricco di locali affacciati sul fiume che taglia in due la città. La vita notturna si sviluppa quasi interamente in questo quartiere: gruppi di ragazzi chiacchierano per strada subito fuori dei tranquilli bar, mentre la sponda del fiume è affollata da decine di coppie di in intimità.

Un giorno a Kyoto non basta.

La nostra visita di Kyoto continua il giorno successivo con il Castello di Nijo, antica dimora del Daimyo di Kyoto. Questa residenza è una struttura meno imponente di altri castelli giapponesi, ma con giardini curati nei minimi particolari ed interni realizzati completamente in pareti di carta di riso decorata con estrema abilità. Questo luogo, più di altri, ci ha fatto immaginare e rivivere le scene dei racconti del Giappone Feudale, tra Samurai e Ninja.

Passiamo il pomeriggio tra le vie del centro, per i vicoli tradizionali di Gion. Qui acquistiamo una coppia di kimono tradizionali presso un negozietto di nome “Chicago”, che suggerisco per la vasta scelta, la qualità e gli ottimi prezzi.

Prima del tramonto raggiungiamo in treno il tempio di Inari, un complesso shintoista a pochi minuti da Kyoto. Il Santuario è formato da centinaia di “torii” rossi che tracciano un percorso lungo oltre 4 chilometri. Al calare del sole l’atmosfera in questo luogo diventa surreale, impreziosita da una spettacolare vista dall’alto sulla città.

Raggiunta nuovamente la stazione centrale di Kyoto, prima di rientrare in hotel, ci fermiamo per cenare. Scegliamo di assaggiare l’Okonomiyaki, uno dei piatti tipici della regione del Kansai. Si tratta di una frittata di riso arricchita con verdure e salse tipiche, senza dubbio strano ma dall’ottimo sapore.

Matzumoto, la tenebrosa fortezza nera.

Il mattino seguente ci rimettiamo in marcia per raggiungere la località termale di Yudanaka, nella provincia alpina di Nagano.

Circa a metà strada, lungo la linea ferroviaria, facciamo una breve sosta a Matsumoto. Qui visitiamo il “Castello del Corvo Nero”, roccaforte del XVIII secolo ed uno dei castelli più belli del Giappone. Questa fortezza è decisamente più imponente e tenebrosa di quella di Kyoto. Cinto da un largo fossato il castello e slanciato verso l’alto, e come il nome lascia alludere è interamente dipinto di nero con decori in rosso.

Anche se l’immagine del castello dall’esterno potrebbe bastare per immaginare qualche feroce battaglia tra samurai, all’interno ci aspetta un ricco museo delle armi, dalle più tradizionali come katane e wakizashi, fino alle più recenti armi da fuoco.

Yudanaka, relax e natura tra le Alpi del Giappone.

Raggiunta Yudanaka non passa molto prima di renderci conto di essere, molto probabilmente, gli unici in zona a parlare inglese.

Soggiorniamo in un Ryokan provvisto di “onsen”, tuttavia tentiamo di provare le terme pubbliche sparse per il paesino. Poco dopo saremo però costretti a rinunciare, vista l’impossibilità di trovare qualcuno in grado di spiegarci, in inglese, come accedere alle vasche pubbliche. Realizziamo quindi che in questa località avremmo potuto comunicare con i locali esclusivamente a gesti.

Rientriamo dunque in Ryokan per rilassarci nell’onsen, all’aperto, del nostro hotel. Mentre siamo ammollo nell’acqua bollente inizia a pioviginare rendendo l’esperienza ancora più suggestiva, romantica e piacevole, tanto da rimanere indelebile nei nostri ricordi.

Usciti dall’onsen a serata inoltrata, ci precipitiamo in paese in cerca di un locale dove cenare e troviamo una locanda dall’aspetto semplice. Ci viene servito il pasto su un basso tavolinetto con noi seduti praticamente a terra, come vuole la tradizione giapponese. Il Giappone più originale si assapora fuori dai grandi centri urbani e dalle rotte turistiche, in paesini come Yudanaka.

Per completare la nostra giornata all’insegna della tradizionalità rientriamo in hotel per la nostra prima notte in “futon”, altra esperienza assolutamente da non perdere se si visita il Giappone.

Le simpatiche scimmie di Jigokudani.

Svegliati di buon ci facciamo accompagnare, il mattino seguente, alle sorgenti di Jigokudani, sulla montagna che sovrasta il paese.

Dopo una passeggiata nella fitta foresta raggiungiamo il sito termale dove una comunità di macachi si è stabilita per riscaldarsi nelle calde acque della sorgente. Rimaniamo per un po a guardare divertiti i comportamenti e le espressioni quasi umane di questi animali. Queste scimmie  hanno infatti sviluppato una società gerarchica. Macachi anziani, cuccioli e femmine appena divenute madre, hanno la precedenza per immergersi nell’acqua termale. Chi trasgredisce viene punito dagli anziani e spesso allontanato dal gruppo.

Un esperienza davvero affascinante per chiudere in bellezza la nostra visita della regione alpina, prima di riprendere il treno, questa volta in direzione di Tokyo.

 

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Giappone, primo approccio con l’Oriente: 1. Arrivo ad Osaka e visita di Nara

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Giappone, primo approccio con l’Oriente: 3. Tokyo, visita di Nikko e conclusioni sul viaggio


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